Un manuale di giornalismo che si legge come un saggio letterario. È questa la scommessa di Scrivere dal vero. Manuale di giornalismo narrativo, il libro con cui Riccardo Staglianò, giornalista di La Repubblica, prova a fare qualcosa di raro nel panorama editoriale italiano: insegnare a scrivere pezzi giornalistici con la stessa cura con cui si costruisce un racconto, senza rinunciare a un grammo di rigore sul reale.
Un manuale che è anche antologia e critica letteraria
Pubblicato da Sellerio a un prezzo accessibile — 15 euro — Scrivere dal vero non si limita a elencare regole di stile o consigli tecnici. Contiene tre anime distinte che lavorano insieme: un’antologia dei maestri del genere, una sezione di critica letteraria dedicata agli autori selezionati, e una parte pratica con indicazioni concrete per chi vuole fare reportage sul campo.
Questa struttura ibrida è già una dichiarazione di intenti. Il giornalismo narrativo non si impara solo leggendo manuali di scrittura: si impara leggendo chi lo ha praticato al massimo livello, capendo perché certe scelte funzionano, e poi mettendosi alla prova con la realtà. Staglianò costruisce esattamente questo percorso.
I maestri scelti: Wolfe, Foster Wallace, Carrère e gli altri
La genealogia che Staglianò propone è significativa. I nomi scelti non sono casuali e coprono geografie e decenni diversi.
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- Tom Wolfe, padre del New Journalism americano, che negli anni Sessanta e Settanta dimostrò che il giornalismo poteva usare le tecniche del romanzo — scena per scena, dialogo, punto di vista — senza tradire i fatti.
- David Foster Wallace, che ha portato il reportage verso una riflessività estrema, dove il narratore è parte del racconto e l’ironia diventa strumento di analisi culturale.
- Emmanuel Carrère, francese, che ha fatto del confine tra autobiografia, romanzo e giornalismo il suo territorio d’elezione, con risultati che hanno cambiato le aspettative del lettore europeo.
- Joan Didion, la cui prosa scarna e tagliente ha definito un modo di raccontare la California e l’America che è ancora un modello.
- Juan Villoro, messicano, che dimostra come il giornalismo narrativo non sia un fenomeno esclusivamente anglosassone ma abbia radici profonde anche nella letteratura latinoamericana.
Mettere insieme questi cinque nomi non è una scelta enciclopedica: è una tesi. Dice che il giornalismo narrativo è un genere con una tradizione riconoscibile, con maestri che si possono studiare e da cui si può imparare qualcosa di preciso e trasferibile.
Cosa significa davvero “scrivere dal vero”
Il titolo è programmatico. Dal vero non è solo un riferimento alla realtà come materia prima del giornalismo — questo vale per qualsiasi articolo. È un’indicazione di metodo: si va sul posto, si osserva, si ascolta, si raccoglie dettaglio su dettaglio, e poi si trasforma quella materia in una storia che abbia tensione, ritmo, personaggi riconoscibili.
Questo processo ha una difficoltà tecnica spesso sottovalutata. Non basta saper scrivere bene. Non basta saper fare domande. Bisogna sapere come selezionare tra migliaia di dettagli quelli che portano il peso narrativo giusto. Bisogna capire quando un dialogo vale più di un paragrafo descrittivo. Bisogna scegliere il punto di vista con la stessa consapevolezza di un romanziere.
Staglianò affronta questi nodi con un approccio che, stando alla struttura del libro, alterna l’analisi dei testi dei maestri alla riflessione sul proprio mestiere. È un metodo onesto: non si limita a prescrivere, mostra come funziona nella pratica, su pezzi reali.
Perché questo libro arriva in un momento utile
La domanda di giornalismo narrativo — da parte dei lettori, delle redazioni, delle piattaforme podcast e video — non è mai stata così alta. I format lunghi, le serie documentaristiche, i podcast di inchiesta narrativa: tutti questi prodotti richiedono giornalisti capaci di costruire storie, non solo di riportare fatti.
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Eppure la formazione professionale in Italia su questo specifico punto resta frammentata. I corsi di scrittura creativa e quelli di giornalismo spesso non comunicano. I manuali disponibili sono quasi tutti tradotti dall’inglese, pensati per un contesto editoriale diverso. Un manuale in italiano, scritto da un giornalista italiano che ha praticato il genere, che cita autori europei e latinoamericani insieme a quelli americani, colma un vuoto reale.
Il fatto che Sellerio — editore noto per la cura letteraria dei suoi titoli — abbia scelto di pubblicarlo non è un dettaglio secondario. Dice qualcosa sulla vocazione del libro: non è pensato solo per i professionisti dell’informazione, ma per chiunque voglia capire come funziona la scrittura non fiction ai suoi livelli più alti.
Cosa può imparare concretamente chi lo legge
La parte pratica del manuale, dedicata al reportage, è probabilmente quella più preziosa per studenti e aspiranti giornalisti. Alcune delle competenze che un libro come questo può aiutare a sviluppare sono tecniche e molto concrete:
- Come strutturare un pezzo lungo senza perdere il lettore a metà strada.
- Come usare la scena di apertura per creare immediata tensione narrativa.
- Come gestire le fonti in un testo narrativo senza che le citazioni spezzino il ritmo.
- Come trattare il proprio punto di vista — quando nasconderlo, quando dichiararlo — senza scivolare nell’opinione.
- Come il dettaglio fisico, sensoriale, concreto, lavora in modo diverso dall’astrazione nel testo giornalistico.
Sono domande che i giornalisti si fanno ogni volta che si siedono a scrivere un pezzo che vuole essere più di una cronaca. Avere un manuale che le affronta con esempi tratti dai migliori testi del genere è uno strumento di lavoro, non solo un libro da leggere una volta.
Il giornalismo narrativo non è un lusso riservato ai magazine patinati o ai grandi quotidiani internazionali. È una competenza che cambia la qualità di qualsiasi pezzo, anche breve, anche digitale. Staglianò lo sa, e Scrivere dal vero — disponibile sul sito di Sellerio — è il tentativo più organico che abbiamo oggi in italiano di spiegarlo a chi vuole imparare davvero.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








