Una nuova email inviata ad alcune redazioni europee minaccia attacchi contro treni, stazioni della metropolitana e navi da crociera. Il mittente rivendica anche la serie di allarmi bomba che negli ultimi giorni ha coinvolto diversi voli di linea.
La rivendicazione è ancora da verificare. In Italia indagano le procure di Roma, Milano e Busto Arsizio. Venerdì 6 novembre due segnalazioni hanno riguardato altrettanti collegamenti da e per Fiumicino. In entrambi i casi i controlli si sono conclusi senza il ritrovamento di ordigni.
Il volo da Praga deviato a Venezia e i controlli a Lisbona
Una delle segnalazioni ha riguardato un volo Wizz Air partito da Praga e diretto a Roma. A far scattare l’allerta, secondo l’ANSA, è stata una telefonata anonima ricevuta nella capitale ceca. L’aereo è stato deviato all’aeroporto Marco Polo di Venezia, dove sono stati effettuati i controlli di sicurezza. Terminate le verifiche, il volo è ripartito nel pomeriggio per Fiumicino.

I falsi allarmi bomba che mettono nel panico i passeggeri – giornalistialmicrofono.it
L’altro allarme ha riguardato un collegamento Ryanair da Roma a Lisbona. L’aereo è atterrato nella capitale portoghese, dove sono scattati gli accertamenti. I casi di venerdì si aggiungono a quelli registrati nei giorni precedenti su altre tratte europee. Giovedì, tra i voli interessati figuravano due collegamenti per Roma in partenza da Helsinki e Dublino. In alcuni episodi sono intervenuti anche aerei militari per scortare i velivoli civili.
La nuova email e le indagini in Italia
Gli investigatori cercano di risalire a chi abbia inviato il messaggio alle redazioni e di verificare se il mittente abbia avuto un ruolo nei falsi allarmi. Nei giorni precedenti, un’altra email arrivata alle autorità aeroportuali italiane era firmata «Combattenti dello Stato Maschile». La firma richiama il nome di un movimento russo e resta da accertare chi l’abbia utilizzata.
Secondo il TGR Lazio, gli accertamenti in Italia riguardano anche gli scali di Linate e Malpensa. La Procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo per procurato allarme a carico di ignoti dopo le segnalazioni su voli in arrivo a Malpensa. Il caso è seguito anche dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.
La pista russa resta da verificare
Secondo il Financial Times, le agenzie di sicurezza europee stanno verificando se le minacce possano avere avuto origine in Russia. Al 7 novembre, le autorità non hanno attribuito pubblicamente la serie di allarmi a un gruppo o a uno Stato. Resta da stabilire anche se le email e le telefonate facciano parte di un’unica campagna. I riscontri disponibili riguardano, per ora, le conseguenze sul traffico aereo, con deviazioni, ritardi e controlli supplementari per i voli coinvolti.








