Nell’ambito delle soluzioni domestiche per combattere l’umidità, una pratica tradizionale continua a suscitare interesse.
Questo rimedio “della nonna” promette di migliorare l’ambiente interno, proteggendo i tessuti da muffa e cattivi odori, ma quanto è davvero efficace? Approfondiamo il tema con dati aggiornati alla luce delle ricerche più recenti e di pareri di esperti del settore.
Con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, l’aumento dell’umidità relativa e le basse temperature favoriscono la formazione di condensa negli ambienti chiusi, tra cui gli armadi. Spazi ristretti e scarsamente ventilati sono particolarmente vulnerabili alla proliferazione di muffe e funghi, che possono danneggiare gli indumenti e rappresentare un rischio per la salute.
Il fenomeno dell’umidità negli armadi è ben noto e molte persone cercano soluzioni semplici ed economiche per contrastarlo. Tra queste, l’uso di una ciotola di riso è uno dei rimedi più diffusi. Ma qual è la base scientifica di questa pratica?
Riso come essiccante: miti e realtà
Il riso è noto per la sua capacità igroscopica, cioè per la sua attitudine ad assorbire l’umidità dall’ambiente circostante. Questa caratteristica ha dato origine a un’usanza molto popolare: mettere dello smartphone caduto in acqua in una ciotola di riso per asciugarlo. Tuttavia, studi scientifici recenti, come quello condotto da DTJ Consulting e citato da Businesswire, hanno dimostrato che il riso non è particolarmente efficiente nel rimuovere l’umidità, soprattutto in contesti più complessi come quello elettronico.
Un esperimento ha addirittura evidenziato che un telefono bagnato si asciuga più rapidamente all’aria aperta che in un contenitore sigillato con riso. Questo suggerisce che l’efficacia del riso come essiccante è limitata e non può sostituire metodi più avanzati.
Nel contesto degli armadi, il riso può assorbire una parte dell’umidità, ma la quantità è generalmente insufficiente per prevenire la formazione di muffe o cattivi odori in maniera significativa. Il successo di questo metodo sembra dunque più legato alla tradizione e alla semplicità del rimedio che a una reale efficacia scientifica.

Strategie moderne per combattere l’umidità in casa (www.giornalistialmicrofono.it)
Gli esperti consigliano un approccio più strutturato e scientifico per affrontare il problema dell’umidità negli armadi. Nic Shacklock, specialista nel settore del benessere domestico, suggerisce di migliorare la ventilazione interna, creando prese d’aria che facilitino il ricambio d’aria e riducano la formazione di condensa.
Un’altra soluzione molto efficace è l’utilizzo di deumidificatori: dispositivi progettati per rimuovere l’umidità in eccesso dall’aria, mantenendo l’ambiente asciutto e prevenendo la crescita di muffe. Sebbene richiedano un investimento iniziale, i deumidificatori garantiscono una protezione duratura e sono adatti anche a spazi più ampi rispetto alle ciotole di riso.
Infine, è fondamentale adottare corrette abitudini di conservazione dei capi: evitare di riporre abiti ancora umidi e non sovraccaricare gli armadi, lasciando spazio tra i vestiti per favorire la circolazione dell’aria. L’uso di materiali assorbenti professionali, come bustine di gel di silice, può offrire una protezione aggiuntiva, più efficace rispetto al riso.








