I controlli legati a malattia e congedo straordinario sono ormai lo spauracchio di molti lavoratori, ma come funzionano realmente?
Il congedo straordinario previsto dalla legge 104 rappresenta uno degli strumenti più importanti per i lavoratori che assistono familiari con disabilità grave, garantendo retribuzione e contributi. Questa misura consente di assentarsi fino a due anni nell’arco della vita lavorativa, seguendo un ordine di priorità che coinvolge coniugi, figli, genitori e fratelli.
Per accedere al beneficio è indispensabile che il familiare assistito disponga del verbale di handicap grave rilasciato dalla commissione medica competente, requisito essenziale per l’approvazione. L’INPS effettua controlli mirati per verificare la corretta fruizione del congedo, con l’obiettivo di prevenire abusi e garantire l’utilizzo conforme alla normativa vigente.
Come funzionano i controlli a casa?
Le verifiche possono essere documentali, domiciliari o basate su controlli incrociati con altre banche dati pubbliche, incluse ASL e Comuni. Tra le principali tipologie di controllo rientrano la verifica dei requisiti sanitari, l’accertamento della continuità dell’assistenza e la conferma della presenza al domicilio.

Ci sono regole precise da rispettare, anche per i controlli – giornalistialmicrofono.it
L’INPS può inoltre controllare la composizione del nucleo familiare, i rapporti di parentela e i periodi di eventuale ricovero del familiare assistito. I controlli possono essere avviati in qualsiasi momento, anche dopo la conclusione del congedo, attraverso verifiche a campione o su segnalazione del datore di lavoro.
Particolare attenzione viene riservata ai casi in cui emergono incongruenze nei dati forniti o segnalazioni anonime che suggeriscono possibili irregolarità. Il sistema informatico dell’INPS consente di individuare rapidamente situazioni sospette, attivando controlli più approfonditi quando necessario.
Le sanzioni per uso improprio del congedo possono essere molto severe e includono multe, recupero delle somme e conseguenze penali. Fornire dichiarazioni false può comportare sanzioni fino a trentamila euro, mentre l’omessa comunicazione di variazioni può generare ammonimenti e recuperi parziali.
L’utilizzo improprio del congedo comporta sanzioni amministrative e procedimenti disciplinari, mentre la presentazione di documenti falsi può portare a denunce d’ufficio. Durante il congedo il lavoratore deve garantire assistenza continuativa ed esclusiva, evitando attività lavorative o assenze ingiustificate dal domicilio.
L’obbligo di reperibilità è particolarmente rigido e può essere verificato tramite controlli domiciliari anche senza preavviso da parte degli ispettori. In caso di visita ispettiva è fondamentale mantenere la calma e collaborare, fornendo tutta la documentazione richiesta e dimostrando la presenza del familiare assistito.
È utile conservare certificati medici aggiornati, prescrizioni, documenti sanitari e qualsiasi ausilio che confermi la necessità di assistenza continua. Se l’INPS contesta la fruizione del congedo, il lavoratore può presentare ricorso amministrativo entro novanta giorni, allegando chiarimenti e documentazione integrativa.
In caso di rigetto rimane possibile rivolgersi al Tribunale del Lavoro, affidandosi a un legale esperto in materia previdenziale per valutare le strategie difensive. Per una gestione corretta del beneficio è consigliabile documentare ogni attività di cura, conservare ricevute e annotare gli spostamenti, garantendo trasparenza nei confronti dell’INPS.








