C’è una buonissima notizia: si può avere l’esenzione dal pagamento dell’IMU sulla seconda casa. Basta produrre un semplice documento.
Quando si parla di IMU, si parla della tassa sulla casa o comunque di un’imposta patrimoniale che versano i proprietari di immobili, terreni agricoli e aree edificabili, secondo le percentuali che variano da comune a comune. Dal pagamento dell’IMU viene esentata la prima casa oppure l’abitazione principale. In alcuni casi, è però possibile evitare di pagare l’IMU, com’è stato stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza che risale al 2022. I giudici della Suprema Corte hanno intanto fatto presente che ci sono altri casi in cui si può avere una riduzione o l’esenzione dall’IMU.
Cosa fare per avere l’esenzione IMU sulla seconda casa

L’esenzione dell’IMU seconda casa – giornalistialmicrofono.it
Tutto questo può avvenire a patto che uno dei due coniugi abbia la residenza e dimora, non soltanto la residenza anagrafica. Un altro aspetto da considerare è il valore retroattivo di questa sentenza: ciò significa che si potrà richiedere il rimborso per l’IMU versata da quando la Corte di Cassazione ha parlato, nel mese di ottobre 2022. Per presentare domanda di rimborso c’è tra l’altro tempo fino a 5 anni. La richiesta di rimborso è inoltre vincolata alla dimostrazione della condizione di residenza e dimora per la seconda casa. Per essere rimborsati, bisogna presentare una documentazione che attesti la presenza della famiglia all’interno dell’abitazione, come ad esempio la scelta del medico di base e le bollette di acqua, luce e gas, che vengon accompagnate dai consumi nel corso dell’anno.
Il comune di riferimento provvede quindi a esaminare i documenti e i relativi consumi idrici ed energetici, che indicano spesso l’effettiva permanenza del nucleo familiare nella seconda casa.








