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Google ti spia: ecco le impostazioni da disattivare subito per riprenderti la tua privacy

Google ti spia
Protegge la tua privacy è semplice - giornalistialmicrofono.it

Ormai è chiaro a tutti come Google sia in grado di spiare chiunque sia connesso a uno smartphone o a un PC, ma esiste un modo per difendersi.

In un mondo sempre più connesso, dove ogni gesto digitale lascia una traccia, la tutela della privacy personale è diventata una delle sfide più delicate dell’era moderna. Molti utenti ignorano che gran parte delle attività svolte online viene registrata, alimentando enormi archivi di dati che possono rivelare abitudini, preferenze e movimenti quotidiani.

Per questo motivo cresce l’interesse verso strumenti che permettono di limitare la raccolta di informazioni, restituendo un minimo di controllo sulla propria vita digitale. Uno dei metodi più efficaci riguarda alcune impostazioni del proprio account Google, spesso attive di default e poco conosciute dagli utenti meno esperti.

Come proteggere la propria privacy con un click

Per iniziare è necessario accedere al proprio profilo Google tramite un qualsiasi browser, come Chrome, e aprire la sezione dedicata alla gestione dell’account personale. Una volta entrati nel pannello, occorre scorrere il menu laterale fino a individuare la voce “Dati e privacy”, che raccoglie tutte le impostazioni relative alla gestione delle informazioni.

Google ti spia

Basta accede al proprio account Google – giornalistialmicrofono.it

Da qui si accede alla sezione “Attività web e app”, dove Google conserva la cronologia delle ricerche, delle navigazioni e delle interazioni con i dispositivi collegati. Scorrendo verso il basso compaiono due opzioni fondamentali da disattivare per migliorare la protezione della propria privacy digitale.

La prima riguarda l’inclusione della cronologia di Chrome e delle attività svolte su siti, app e dispositivi che utilizzano servizi Google. Disattivare questa funzione impedisce al sistema di registrare i dati relativi alla navigazione, sia da computer che da smartphone, riducendo la quantità di informazioni archiviate.

La seconda opzione riguarda invece l’attività vocale e audio, una funzione che consente a Google di utilizzare il microfono dei dispositivi per analizzare comandi vocali e suoni ambientali. Rimuovere la spunta da questa voce evita che vengano raccolti frammenti audio, garantendo maggiore riservatezza nelle conversazioni e negli ambienti domestici.

Queste impostazioni non compromettono il funzionamento dei servizi principali, ma limitano la quantità di dati sensibili che potrebbero essere utilizzati per profilazioni indesiderate. Gli esperti di sicurezza digitale ricordano che la gestione consapevole delle autorizzazioni è uno dei passaggi più importanti per proteggere la propria identità online.

Oltre a disattivare queste funzioni, è utile controllare periodicamente le impostazioni dell’account per verificare eventuali nuove opzioni introdotte dagli aggiornamenti. Molti utenti non si rendono conto che le piattaforme digitali modificano spesso le politiche di raccolta dati, rendendo necessaria una revisione regolare delle preferenze.

Anche l’utilizzo di password robuste, l’attivazione della verifica in due passaggi e la limitazione delle app collegate contribuiscono a migliorare la sicurezza complessiva. In un’epoca in cui la privacy è sempre più fragile, adottare questi accorgimenti permette di ridurre l’esposizione e mantenere un maggiore controllo sulle proprie informazioni personali.

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