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Esenzioni IMU anche sulla prima casa dei genitori: vale per tutti, non farti fregare

L’interpretazione corretta delle norme fiscali relative all’IMU è fondamentale per evitare il pagamento ingiustificato dell’imposta
La normativa vigente sull’esenzione IMU per la prima casa ereditata (www.giornalistialmicrofono.it)

Le esenzioni IMU sulla prima casa, anche in caso di comproprietà tra eredi, rappresentano un tema di grande interesse.

L’interpretazione corretta delle norme fiscali relative all’IMU è fondamentale per evitare il pagamento ingiustificato dell’imposta o per non perdere benefici fiscali a cui si ha diritto.

In base alla normativa aggiornata, l’IMU non è dovuta dagli eredi sulle quote di proprietà di un’abitazione principale acquisita per eredità, purché l’immobile venga effettivamente utilizzato come abitazione principale dall’erede stesso. La legge 232/2016, comma 740, stabilisce che il possesso dell’abitazione principale o assimilata costituisce motivo di esenzione dall’imposta, con l’eccezione degli immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, che comprendono le abitazioni di lusso. Questi immobili di pregio, pur essendo adibiti ad abitazione principale, sono infatti sempre soggetti a tassazione IMU.

Per godere dell’esenzione, l’erede deve trasferire la propria residenza anagrafica e la dimora abituale nell’immobile ereditato. In assenza di questo trasferimento, l’immobile è considerato una seconda casa e, quindi, soggetto a pagamento dell’IMU.

Comproprietà tra eredi e diritto di abitazione del coniuge superstite

Quando un immobile è ereditato da più eredi, ciascuno detiene una quota di proprietà. In questi casi, l’esenzione IMU si applica solo alla quota del soggetto che effettivamente utilizza la casa come abitazione principale, mentre gli altri comproprietari sono tenuti a versare l’imposta sulle rispettive quote.

Questa distinzione è fondamentale perché spesso si commette l’errore di ritenere che, essendo la casa “dei genitori”, l’intero immobile sia automaticamente esente dall’IMU. In realtà, il diritto all’esenzione è strettamente legato all’uso personale e abitativo dell’immobile da parte del singolo erede.

Particolare attenzione deve essere posta alla presenza del coniuge superstite, che potrebbe vantare un diritto reale di abitazione sulla casa familiare. Ai sensi dell’articolo 540 del codice civile, al coniuge superstite spettano i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare, anche in presenza di altri eredi. In questa situazione, l’IMU è normalmente dovuta dal coniuge con diritto di abitazione, mentre gli altri eredi non sono soggetti passivi dell’imposta sull’immobile in questione.

È quindi indispensabile verificare con precisione la configurazione giuridica dell’immobile ereditato, analizzando atti notarili, visure catastali e le eventuali formalità relative a usufrutto o diritto di abitazione, per determinare con esattezza chi è tenuto al pagamento dell’IMU.

imu seconda casa esenzione

Locazione e immobili tenuti a disposizione: quando l’IMU resta dovuta – giornalistialmicrofono.it

Se l’immobile ereditato non viene utilizzato come abitazione principale, ad esempio perché è affittato o semplicemente lasciato a disposizione senza essere abitato stabilmente dall’erede, l’IMU è generalmente dovuta. La locazione, inoltre, può influire sulle agevolazioni comunali eventualmente previste, ma non modifica lo status dell’immobile in termini di esenzione fiscale.

Per questo motivo, il solo fatto di essere comproprietari o eredi non garantisce automaticamente l’esenzione dall’IMU: è necessario che l’immobile sia la residenza principale del soggetto che la richiede.

Verifiche fondamentali per evitare errori nell’applicazione dell’IMU

Per evitare contestazioni o pagamenti indebiti, è importante controllare alcuni elementi chiave:

  • Categoria catastale dell’immobile: l’esenzione non si applica per le abitazioni di lusso (A/1, A/8, A/9).
  • Quote di proprietà e diritti reali: bisogna accertare se esistono diritti di usufrutto o di abitazione che incidono sull’obbligo fiscale.
  • Residenza e dimora abituale: l’erede che richiede l’esenzione deve dimostrare di vivere stabilmente nell’immobile.
  • Regolamenti comunali: poiché l’IMU è un’imposta locale, è necessario consultare le delibere e le aliquote del Comune di riferimento, che possono prevedere specifiche agevolazioni o maggiorazioni.

Nel 2026, gli aggiornamenti normativi e le delibere comunali continuano a mantenere queste condizioni come criterio principale per l’applicazione o meno dell’IMU sulla prima casa ereditata. Per informazioni dettagliate sulle aliquote e sugli immobili agevolati, è consigliabile consultare lo speciale IMU aggiornato alle disposizioni vigenti.

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