Dopo Natale e saldi invernali aumentano consegne e scatoloni: un dettaglio buttato male può metterti nel mirino
Gennaio sembra un mese tranquillo, eppure per i furti in appartamento non è affatto un periodo “morto”. Le feste sono appena finite, molte persone rientrano da viaggi, altre organizzano weekend fuori porta, e in casa entrano oggetti nuovi: televisori, PC, tablet, piccoli elettrodomestici, spesso comprati online o approfittando dei saldi invernali. È proprio qui che scatta il problema. In tanti, senza farci caso, lasciano tracce evidenti fuori dal portone o vicino ai bidoni, come se stessero appendendo un cartello: “dentro c’è roba appena comprata”.
I ladri non si muovono solo quando fa caldo. Agiscono quando trovano un contesto favorevole e segnali chiari. E uno dei segnali più semplici, più sottovalutati, sta nei rifiuti. Un gesto banale, fatto spesso di fretta, può trasformarsi in un invito per chi cerca un colpo veloce e pulito.
Perché a gennaio i ladri guardano proprio i rifiuti (e cosa capiscono in pochi secondi)
Nel mese di gennaio le città cambiano ritmo. Le strade si svuotano prima la sera, le finestre restano chiuse più a lungo per il freddo, nei condomìni si incrocia meno gente sulle scale. In mezzo a questa normalità invernale, i ladri cercano soprattutto case “leggibili”, quelle che comunicano informazioni senza bisogno di entrarci. E qui entrano in gioco gli scatoloni.
Chi compra un televisore nuovo spesso si libera della scatola nel modo più semplice: la porta fuori, la appoggia vicino ai bidoni, magari piegata male, con il marchio in vista. Lo stesso vale per le confezioni di monitor, notebook, console, robot aspirapolvere, perfino per certi elettrodomestici da cucina. Per chi passa e osserva, quel cartone non è spazzatura: è un’indicazione precisa sul contenuto della casa.

Perché a gennaio i ladri guardano proprio i rifiuti (e cosa capiscono in pochi secondi) – giornalistialmicrofono.it
I ladri ragionano in modo pratico. Se vedono un imballo grande, capiscono che dentro quell’appartamento c’è stato un acquisto recente e, spesso, ancora non protetto. Capiscono anche una seconda cosa: chi getta un cartone intero e riconoscibile tende a essere meno attento ad altri dettagli. È una valutazione fredda, non morale. Ecco perché quel gesto, apparentemente innocuo, può far scattare l’interesse.
C’è poi un punto ancora più delicato. Molti pacchi e scatole, soprattutto da spedizioni, hanno etichette con nome e cognome, indirizzo, a volte perfino un numero di telefono. Se quella parte non viene rimossa, il rischio non è solo “far sapere che hai comprato qualcosa”. Il rischio è farti identificare. Un ladro non deve più indovinare quale citofono cercare, non deve più improvvisare. Trova un dato, lo legge, e se decide di agire ha già ridotto i passaggi.
A gennaio questo meccanismo si amplifica per un motivo semplice: si compra tanto. Dopo le festività si fanno resi, cambi, nuovi acquisti, si sostituiscono oggetti vecchi. E non a caso, i bidoni si riempiono di confezioni vistose. In certi quartieri, basta fare un giro tra i cassonetti per capire dove ci sono appartamenti interessanti. E chi vuole rubare, spesso, fa proprio così.
Cartoni, consegne e assenze brevi: come evitare il “segnale” che fa scegliere casa tua
L’errore non è comprare qualcosa di valore, ovviamente. L’errore è lasciare fuori casa un’indicazione chiara e leggibile di ciò che è entrato. A gennaio questo succede anche quando non si parte per vacanze lunghe. Basta un fine settimana fuori, una notte a dormire altrove, una giornata intera di lavoro fuori città. I ladri non hanno bisogno di settimane di assenza: hanno bisogno di un momento utile, e di segnali che li rassicurino.
Uno scatolone buttato intero può diventare quel segnale. Comunica che c’è un oggetto nuovo dentro, comunica che il proprietario ha appena speso soldi, comunica che forse in casa ci sono anche altri beni interessanti. È un effetto domino. E lo sappiamo, non serve un colpo clamoroso: spesso i furti più frequenti sono quelli rapidi, mirati, con entrata e uscita in pochi minuti.
Per ridurre il rischio, la gestione dei rifiuti ingombranti diventa una misura concreta. Il cartone va ridotto, non lasciato esposto. Se è troppo grande, va piegato bene e reso anonimo. Le etichette con dati personali vanno strappate o rese illeggibili. Anche la scelta di dove lasciarlo cambia tutto: non davanti al portone, non accanto all’androne, non nel punto più visibile del palazzo. È qui che molte persone sbagliano, proprio perché fa freddo, piove, si vuole fare in fretta.
Poi c’è un altro aspetto che a gennaio pesa: la luce. In inverno fa buio presto e un condominio con scale poco illuminate diventa più facile da avvicinare senza attirare attenzione. Se a questo si aggiunge un segnale esterno come un cartone di elettronica, il quadro per chi osserva diventa fin troppo chiaro. L’attenzione, in questi casi, deve salire non solo sulla porta o sulle finestre, ma su tutto quello che raccontiamo all’esterno senza parlare.
Chi vive in condominio può fare anche una cosa semplice: non accumulare imballi in spazi comuni per giorni. Sui pianerottoli, negli angoli delle scale, vicino al locale spazzatura. Sono dettagli che costruiscono una routine visibile. Un ladro non cerca “la casa perfetta”, cerca la casa più facile da leggere e più semplice da colpire.
A gennaio 2026, con acquisti online ancora altissimi e saldi che durano settimane, questa attenzione diventa ancora più importante. Perché il ladro non indovina. Guarda, collega, decide. E spesso decide proprio quando vede quello che non dovrebbe vedere.








