Purtroppo, a quanto sembra, non ci sono buone notizie per gli automobilisti, specialmente dal punto di vista dei prezzi.
In linea generale, gli ultimi anni non sono stati esattamente semplici per gli automobilisti. Pensiamo anche soltanto al caro carburante, che ha costretto tanti conducenti di vetture a quattro ruote a dover pagare un prezzo davvero elevato per utilizzare la propria macchina anche solamente per andare al lavoro.
Ultimamente il diesel è aumentato rispetto alla benzina, quindi per tutti quanti coloro desiderino pagare relativamente poco per fare il pieno all’automobile e hanno la vettura alimentata a diesel non ci sono esattamente buone notizie.
Quello di cui abbiamo deciso di parlarvi quest’oggi, però, non è relativo al costo del carburante, bensì a un’altra problematica che nel 2026 e non solo potrebbe investire gli automobilisti direttamente. Gli aumenti dei prezzi, è inevitabile, fanno sempre discutere. In questo caso, ancor di più.
Automobilisti, brutte notizie: aumento dei prezzi notevole
Non parliamo del carburante né del costo delle auto nuove o usate in aumento, bensì di un’altra questione: a partire dal 1° gennaio 2026, i pedaggi autostradali sono diventati più cari dell’1,5%, secondo quanto dichiarato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Stando a quanto riportato da un’indagine di Altroconsumo, non è affatto una percentuale irrilevante. Soprattutto per i lavoratori, magari costretti a percorrere certi tratti autostradali e, conseguentemente, a pagare non poco.

Aumentano i pedaggi nel 2026 (www.giornalistialmicrofono.it)
L’impatto vero e proprio colpisce i pendolari e non i viaggiatori occasionali. Sul tratto Agrate Brianza-Milano (A4) o Dalmine-Milano Est, in cui l’aumento supera il 2%, per chi passa tutti i giorni da questa parte dell’Italia anche solo 20 o 30 centesimi al giorno si accumulano fino a superare i 10 euro e diventare un piccolo – ma nemmeno tanto – canone che finisce sulla testa di chi non attraversa tali strade per passione, bensì per lavoro. E fra le altre cose, senza poter usufruire di alternative valide, anche fossero solamente rappresentate da un treno dell’ultimo minuto.
E c’è di più. Il dato ogni 100 chilometri di alcuni tratti è davvero allarmante; Novara Est-Milano Ghisolfa supera i 14 euro, mentre Torino Rondissone-Novara Ovest sfiora i 14. In Campania e nel Lazio la situazione migliora, così come in Toscana e in Emilia-Romagna, tuttavia questa differenza da una tratta autostradale a un’altra regala incertezze e preoccupa tantissimo chi è costretto effettivamente a muoversi in un certo modo, specialmente i lavoratori che sono i primi a non poter fare altrimenti. Dal punto di vista dei pedaggi, di sicuro, il 2026 inizia malissimo.








